Quando si dà in affitto un appartamento a uso abitativo le spese condominiali restano in parte a carico del padrone di casa (locatore) ed in parte a carico dell’inquilino (conduttore).

In particolare, e sempre che il contratto di locazione non preveda diversamente, le spese di gestione straordinaria (cioè quelle relative a rinnovazioni, modifiche o sostituzione di parti, anche strutturali, dell’edificio nonché quelle relative a opere e modifiche necessarie per realizzare e/o integrare i servizi igienico-sanitari e tecnologici dell’immobile) sono a carico del locatore, mentre quelle di gestione ordinaria (cioè quelle necessarie a mantenere in efficienza l’immobile e per far fronte alla normale usura derivante del quotidiano utilizzo dell’appartamento) sono a carico del conduttore.

Pertanto, fermo restando che è libertà delle parti stabilire quali oneri condominiali siano a carico dell’inquilino e quali, invece, a carico del padrone di casa, in caso di mancato pagamento delle spese di condominio il locatore potrà sfrattare l’affittuario e/o procedere con un ricorso per ingiunzione di pagamento.

Non è tuttavia possibile che il condominio notifichi un decreto ingiuntivo nei confronti dell’inquilino, poiché quest’ultimo non è un condomino e, quindi, non ha alcun rapporto con il condominio. Dunque l’amministratore potrà agire solo nei confronti del proprietario di casa, il quale a sua volta potrà rivalersi verso l’affittuario con un autonomo e differente decreto ingiuntivo e/o – come appena detto – intimandogli lo sfratto.

Avv. Giuseppe Di Gangi

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