Le intemperie meteorologiche causate dai cambiamenti climatici hanno inciso negativamente sulla tenuta delle abitazioni, causando molto spesso dei gravi danni, nel peggiore dei casi irreparabili.

Anche in questi casi bisogna sapere che è un vostro diritto ottenere il risarcimento dei danni subiti.

La norma di riferimento è l’art. 2051 c.c. che statuisce “ciascuno è responsabile del danno cagionato dalle cose che ha in custodia, salvo che provi il caso fortuito”.

Custode è colui che ha il potere di vigilanza e di controllo sulla cosa.

Il custode è cioè tenuto, in ragione dei poteri che la particolare relazione con la cosa gli attribuisce all’obbligo di vigilanza, controllo e diligenza (in base ai quali è tenuto ad adottare tutte le misure idonee a prevenire ed impedire la produzione di danni a terzi, con lo sforzo adeguato alla natura e alla funzione della cosa e alle circostanze del caso concreto).

In caso di danni da nubifragio il Comune deve provvedere al risarcimento, in quanto responsabile per le cose in custodia, ai sensi dell'art. 2051 c.c. così come di recente statuito dalla Suprema Corte di Cassazione, sez. VI-3, ordinanza 28/07/2017 n° 18856.

Ciò è dovuto alla circostanza che molto spesso questi eventi sono così lesivi perché gli enti proprietari delle strade che dovrebbero provvedere ad una serie di opere di manutenzione, gestione e controllo delle strade, delle loro pertinenze e arredi, nonché delle attrezzature, impianti e servizi, molto spesso non adempiono ai loro obblighi, che in aggiunta alle condizioni meteorologiche, causano dei gravi danni, come quello di allagamento delle abitazioni.

Avv. Giuseppe Di Gangi

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